S. Clelia Barbieri

Clelia Barbieri era una giovane dolcissima, abbondonata tra le braccia del Signore. Al suo sposo Gesù Clelia rivolge commoventi e semplici parole segno di un profondo, confidente e puro amore che a leggerle ricordano tanto quelle della nostra S. Gemma Galgani per il suo Gesù. D'altra parte anche alcuni tratti biografici, pur scarni, paiono ricordare quelli di Gemma.
Ma non è per questo che S. Clelia ha un posto nel nostro santorale. Piuttosto se lo è meritato, per così, per almeno altri due motivi.
Il primo è la completa catechesi che l'immagine della Santa suggerisce.
Colpisce davvero quel serafico sguardo rivolto al Cielo, il dito che indica la nostra destinazione e la dimora di Colui che ci ama. E poi il Crocifisso custodito, abbracciato, dolcemente amato e difeso, posto sul grembo, il tabernacolo in cui ogni donna custodisce il frutto della materintà e del suo amore... Che altro si potrebbe potrebbe pretendere da una singola immagine?
Il secondo motivo risiede nell'impegno di S. Clelia che "volle essere e fu Operaia della dottrina cristiana. Alle Budrie [località di S. Giovanni in Persiceto, n.d.r.] la catechesi si rinnovò col suo inserimento che trascinò pure altre compagne di uguali sentimenti". Oggi quelle sorelle costituiscono la Congregazione delle Suore Minimime dell'Addolorata, da lei fondata (agiografia della santa in
www.vatican.va).

Clelia sentiva ardente il desiderio di fare il bene - in particolare ai poveri, ai piccoli - agli emarginati - ma anche l'impellente necessità di combattere la noncuranza e l'ignoranza religiosa sotto la guida e la bendizione della Chiesa che mai smise d'invocare in tempi allora molto difficili, come lo sono pure i nostri.

Invochiamo anche noi l'intercessione di S. Clelia per ogni iniziativa del Movimento e nella vita di ogni Servo Inutile del Buon Pastore affinché ogni pensiero, azione e gesto sia sempre gradito al Signore!

S. Clelia, prega per noi!
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Clelia Barbieri nasce il 13 febbraio 1847 a San Giovanni in Persiceto (BO), nella contrada detta "Le Budrie", da genitori poverissimi (il padre lo era di censo, la madre lo divenne per amore di lui). All'età di 8 anni rimase orfana di padre a causa dell'epidemia di colera del 1855. Dopo questo lutto la famiglia andò ad abitare in una casa vicino alla chiesa parrocchiale; dopo poco, sebbene era nell'uso del tempo accostarsi per la prima volta alla Comunione quasi adulti, per la sua precoce preparazione catechistica e spirituale vi fu ammessa il 17 giugno 1858, a soli undici anni. Clelia volle essere e fu Operaia della dottrina cristiana e nel suo percorso di fede che fu adorazione, preghiera, lavoro e carità trascinò altre compagne di uguali sentimenti. Con loro concepì la prima idea di un nucleo di giovinette votate alla vita contemplativa e apostolica; un servizio che doveva scaturire dall'Eucarestia, doveva consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nella istruzione dei contadini e dei braccianti del luogo nel clima turbolento e anticristiano degli anni a cavallo dell'unità d'Italia. A poco a poco la gente vide Clelia in un ruolo di guida, di maestra nella fede e già a 22 anni la chiamavano "Madre". E così continuarono a fare fino alla morte che avverrà prestissimo, il 13 luglio 1870, quando era poco più che ventitreenne.
La festa liturgica si S. Clelia Barbieri si celebra il 13 luglio.

Per un primo approfondimento sulla sua figura di santa e di più giovane fondatrice di una congragazione religiosa, si rimanda a questa pagina di www.cathopedia.org.
Un'agiografia si trova questa pagina del sito Vaticano. Bella è anche l'omelia del Beato Papa Paolo VI, il 27 ottobre 1968 in occasione della solenne beatificazione di Clelia Barbieri.
Naturalmente non può mancare una visita al suo santuario preceduta da quella sul sito uficiale della Congregazione da lei fondata (www.minimesantaclelia.it).