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Lo statuto


«Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (Lc 17, 10)

«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.
E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore»
(Gv 10, 14-16)

Parte 1 - Orientamenti e peculiarità

Premessa

Dall’amore per Cristo e per la sua Chiesa e dalla meditazione di queste parole del divino Maestro nasce il desiderio di costituire, in seno alla Chiesa, un movimento ecclesiale 1 denominato «i Servi Inutili del Buon Pastore» 2 (SI).

I Servi Inutili vogliono vivere nella sequela Christi, riconoscendo nell’esercizio della vita di santità nell’ordinario quotidiano (cf. Lumen Gentium n.41 e cap.V) la vera identità cristiana alla quale tutti siamo stati chiamati in forza battesimo 3.

I Servi Inutili si sentono, perciò, invitati alla pratica della perfezione cristiana nell’impegno all’osservanza delle Beatitudini evangeliche, in una appassionata e concreta appartenenza alla Chiesa cattolica, assicurando al magistero ecclesiale una pronta obbedienza ed un sostegno attraverso l’offerta della preghiera, e della vita quotidiana, secondo l’ispirazione dell’apostolo Paolo: «Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa» (Col 1, 24).

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 1 N.E. n.1.

 2 N.E. n.2.

 3 N.E. n.3.

La spiritualità
Nel confermarci Servi inutili desideriamo riconoscere il primato di Dio sulla nostra vita e la piena coscienza che, senza il suo aiuto, non saremmo mai capaci di donargli nulla di corrispondente al suo infinito amore per noi.

Consapevoli tuttavia dei nostri limiti, pienamente abbandonati alla divina volontà e con l’aiuto dello Spirito Santo, vogliamo metterci al servizio di Gesù Buon Pastore, nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa 4.

I Servi Inutili riconoscono nella parola di Dio, e nel magistero della Chiesa - che su di essa si fonda e la serve con l’assistenza dello Spirito Santo (cf Dei Verbum 10) -, due elementi costitutivi della vita del cristiano. Pertanto orienteranno in tal senso il loro impegno, conformando tutta la loro vita alle ispirazioni e alla luce dello Spirito Santo che da questi insegnamenti promana.

Una peculiarità del carisma del Movimento sarà lo studio e l’approfondimento del magistero ecclesiale, per vivere, come proprio dovere cristiano e in risposta a quest’epoca di relativismo e ateismo dilagante, in piena e sollecita obbedienza al magistero della Chiesa e, in caso di necessità, unitamente alla testimonianza di vita cattolica, anche la difesa risoluta ed il sostegno incondizionato al Sommo Pontefice quale vicario di Cristo e al Collegio apostolico e per ogni Servo Inutile al proprio vescovo diocesano.

I Servi Inutili del Buon Pastore, inoltre, curano in modo particolare il loro personale rapporto con la preghiera, alla quale riservano sempre un posto privilegiato nella loro vita quotidiana.

Siamo persuasi, infatti, che il «"conoscere" ed "essere conosciuti" in Cristo e, mediante Lui, nella Santissima Trinità, non è altro che la realtà più vera e più profonda della preghiera».

Di conseguenza, colui «che prega molto, e che prega bene, viene progressivamente espropriato di sé e sempre più unito a Gesù Buon Pastore e Servo dei fratelli» 5.

L’amore all’Eucaristia, la pratica costante e consapevole del sacramento della Penitenza, il serio impegno nella santità ordinaria - attuata nel compiere al meglio il proprio dovere quotidiano in quello stato in cui ci si trova per volontà di Dio -, sono alla base e completano la spiritualità de i Servi Inutili del Buon Pastore.

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 4 N.E. n.4.

 5 Benedetto XVI, Omelia della IV Domenica di Pasqua, 3 maggio 2009.

Il carisma, la vocazione
Il carisma, la vocazione fondante e fondamentale de i Servi inutili del Buon Pastore si esprime nella riscoperta del senso della Chiesa «colonna e sostegno della verità» (1Tm 3, 15) e del suo pensiero.

In concreto ciò si traduce in una piena e consapevole partecipazione alla vita ecclesiale mediante la rivalutazione e la pratica dell’obbedienza fedele al Papa e ai Vescovi, prendendo spunto dalla nota esortazione di Sant’Ignazio di Loyola «sentire cum Ecclesia».

Per queste ragioni possono, perciò, partecipare alla famiglia dei Servi Inutili tutti 6 coloro che, laici, ministri ordinati, religiosi/e, consacrati/e secolari si sentono chiamati a seguire Gesù sulla via della perfezione cristiana, in adesione al suo Vangelo e in piena obbedienza alla santa Chiesa Cattolica 7.

Tutto questo verrà vissuto e considerato in grande semplicità, carità e umiltà.

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 6 N.E. n.5.

 7 N.E. n.6.


Il «Segno» distintivo 8
Il «Segno» distintivo de i Servi Inutili del Buon Pastore è composto da una croce di colore grigio cenere-marrone su campo rosso sormontata dalla parola «SI» di colore bianco, cioè, l’acronimo del nome del Movimento "Servi Inutili".

Il «Segno» di forma ovale è incorniciato dal motto latino del Movimento: «Per Ecclesiam, cum Ecclesia et in Ecclesia tua, Domine Jesu» che ne esprime il carisma di spiritualità ecclesiale.


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 8 N.E. n.7.


Riferimenti spirituali
I Servi Inutili del Buon Pastore hanno una profonda venerazione a Maria Santissima, la Madre del Buon Pastore, poiché è lei nella storia dell’umanità che incarna il primo e autentico modello di servo inutile, sempre obbediente alla volontà del Padre: «Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto"» (Lc 1, 38).

Pertanto i Servi Inutili avranno come riferimento perpetuo Maria, «la Vergine del Sì», colei che incarna il prototipo più concreto di spiritualità del dono; colei che attraverso il suo abbandono fiducioso e l’oblazione totale di sé a Dio diviene universale strumento di pace e di amore e, per queste ragioni, «la Madre del Buon Pastore, Maria Santissima» 9, è la creatura che più di altre può aiutare i Servi Inutili a riscoprire «l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera» (Ef 4, 24).

Ognuno, poi, dopo aver posto al centro della propria vita Cristo e il suo Vangelo, potrà avere una particolare devozione verso quel santo o quei santi che, secondo la propria storia e/o sensibilità personale, di più e meglio lo aiuteranno a seguire Gesù e la Chiesa, come insegna ancora l’apostolo Paolo quando esorta: «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi» (Ef 5, 1); «Fatevi miei imitatori fratelli, e guardate a quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi» (Fil 3, 17).

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 9 Cf Ivi.

Organizzazione
Il Movimento dei SI è guidato e coordinato da un Responsabile, da un Consiglio e da un sacerdote che ricopre la funzione fondamentale di Assistente spirituale che, come tale, sovrintende alle decisioni del Consiglio perché sia sempre rispettata la coerenza con le linee guida spirituali.
Incontri
Circa due ritiri annuali ed eventualmente altri nei luoghi di residenza secondo le proprie possibilità 10.

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 10 N.E. n.8.


Conclusione
Come servi inutili, fedeli discepoli di Gesù Buon Pastore che ha cura del suo gregge ci mettiamo al suo servizio, per camminare lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore, aiutando il prossimo a riconoscere la voce dell’unico Pastore e Maestro e così cooperare con Cristo per condurre o ricondurre al suo ovile, che è la Chiesa, coloro che ancora non ne conoscono la via oppure che l’hanno smarrita.

Per questo i SI non dovranno mai presumere di se stessi neanche di fronte a più spiccate o evidenti capacità e successi eventualmente conseguiti, poiché l’unica gioia sarà di aver obbedito a Cristo per il bene della Chiesa, di aver fatto quanto si doveva fare.

Il carisma della vocazione profondamente ecclesiale de i Servi inutili del Buon Pastore può ben esprimersi nell’esortazione che già agl’inizi del XIII secolo (1221) san Francesco d’Assisi rivolgeva ai suoi primi frati: «Tutti […] siano cattolici, vivano e parlino cattolicamente» 11.

Se concretamente riuscissimo a vivere e a parlare «cattolicamente» la Chiesa vivrebbe una stagione di profondo e coerente rinnovamento evangelico.

L’autentico «sensus Ecclesiae» del Poverello di Assisi ci aiuti a vivere da veri Servi inutili a servizio del Vangelo e della Chiesa di Cristo.

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 11 Fonti Francescane, 51