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Lo statuto



Parte 2 - Nota esplicativa degli Orientamenti (N.E.)

N.E. 1
Il Movimento ecclesiale de i Servi Inutili del Buon Pastore (SI) si costituisce in armonia con quanto disposto dal Codice di Diritto Canonico (CJC) al canone 215: «I fedeli sono liberi di fondare e di dirigere liberamente associazioni che si propongano un fine di carità o di pietà, oppure associazioni che si propongano l’incremento della vocazione cristiana nel mondo; sono anche liberi di tenere riunioni per il raggiungimento comune di tali finalità».

Il Movimento ecclesiale i Servi Inutili del Buon Pastore (SI) è attualmente configurato fra le associazioni private di fedeli 12.

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 12 Cf CJC, Cann. 321 – 326 e art. 1 §2 dello Statuto.
N.E. 2
I Servi Inutili hanno deciso di unire anche la dicitura «del Buon Pastore» perché costituitisi in Assisi (PG) nella IV Domenica di Pasqua, 3 maggio 2009 (Domenica del Buon Pastore), nella consapevolezza che la vocazione/missione è quella non di essere un gruppo di preghiera ma fratelli che sentono di appartenere integralmente alla grande famiglia di Dio che è la Chiesa, impiegati in essa «come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (1Pt 2, 5).

È questa la fondamentale ragione per la quale si è scelto di chiamarsi i Servi Inutili del Buon Pastore, in assoluta obbedienza al Padre che, nella docilità allo Spirito, chiama tutti al servizio per il suo Regno 13, e a Gesù che invita al servizio nella Chiesa.

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 13 Cf Preghiera dei fedeli nella IV Domenica di Pasqua.
N.E. 3
I SI sono ben coscienti che il battesimo è il sacramento della santità poiché per suo mezzo siamo «liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione» 14.

Inoltre, in sintonia con il sacramento del battesimo si vuole seguire con la maggior serietà possibile l’invito di Gesù che dalle pagine del Vangelo esorta tutti alla santità: «Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5, 48).

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 14 Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) n.1213.
N.E. 4
I SI sono ben coscienti che in questo agire non c’è nulla di eccezionale ma, semplicemente, si cerca di corrispondere al meglio all’amore infinito di Cristo, mettendo a frutto quello che lui stesso ci ha donato e che solamente da lui proviene.

Infatti, «un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato» (Gv 13, 16) 15 e per questo si vuole operare per il bene di tutti nel servizio alla Chiesa, accettando anche di essere dimenticati.

Quando Gesù invita a riconoscerci servi inutili non vuole avvilire ma risvegliare la piena coscienza di sapere che in ogni momento siamo profondamente amati da lui e che da lui, come «tralci dell’unica vite» 16, riceviamo ogni cosa per il nostro bene.

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 15 Cf inoltre Mt 10, 24; Gv 15, 20.
 16 Cf Giovanni Paolo II, Christifideles laici, Esortazione Apostolica post-sinodale su vocazione e missione dei laici nel mondo, n.18.
N.E. 5
Si è voluto che il Movimento dei SI fosse un movimento ecclesiale al quale possano partecipare laici, ministri ordinati 17 e, dietro il permesso dei loro superiori, religiosi/e, consacrati/e secolari 18.

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 17 Can. 298 - §1: «Nella Chiesa vi sono associazioni, distinte dagli istituti di vita consacrata e dalle società di vita apostolica, in cui i fedeli, sia chierici, sia laici, sia chierici e laici insieme, tendono, mediante l’azione comune, all’incremento di una vita più perfetta, o alla promozione del culto pubblico o della dottrina cristiana, o ad altre opere di apostolato, quali sono iniziative di evangelizzazione, esercizio di opere di pietà o di carità, animazione dell’ordine temporale mediante lo spirito cristiano».
 18 Can. 307 §3: «I membri degli istituti religiosi possono aderire alle associazioni, a norma del diritto proprio, con il consenso del proprio Superiore».
Resta inteso che tali membri restano sempre strettamente e prioritariamente legati agli impegni del proprio Istituto di appartenenza.
N.E. 6
Per quanto attiene all’appartenenza al Movimento si può scegliere se seguirne, senza particolare impegno, la spiritualità e le iniziative in qualità di Simpatizzanti SI.

Invece, se ci si accorge che il Signore chiama a vivere la fede secondo il carisma fondante e fondamentale del Movimento (l’impegno cioè di vivere lo spirito delle beatitudini, la partecipazione ai sacramenti, l’obbedienza alla parola di Dio e al magistero della Chiesa), il cammino che porta ad essere Membro effettivo si articola in tre anni con la seguente modalità:

# dopo il primo anno di frequenza alla vita del Movimento il Responsabile, sentito il parere del Consiglio e dell’Assistente Spirituale, durante un ritiro annuale o gli Esercizi Spirituali annuali, presenterà il candidato al sacerdote che in quel momento guida le catechesi perché, dopo il rinnovo pubblico delle promesse battesimali, sia accolto come Aspirante SI;

# dopo il secondo anno di frequenza alla vita del Movimento il Responsabile, sentito il parere del Consiglio e dell’Assistente Spirituale, durante un ritiro annuale o gli Esercizi Spirituali annuali, presenterà il candidato al sacerdote che in quel momento guida le catechesi perché, dopo la recita pubblica del Credo-Simbolo apostolico, sia accolto come Aderente SI;

# infine, dopo il terzo anno di frequenza alla vita del Movimento il Responsabile, sentito il parere del Consiglio e dell’Assistente Spirituale, durante un ritiro annuale o gli Esercizi Spirituali annuali, presenterà il candidato al sacerdote che in quel momento guida le catechesi perché, dopo il rinnovo pubblico della fede tramite la recita della Professio Fidei della Chiesa Cattolica 19 sia accolto come Membro effettivo SI.

Al riguardo si specifica che quando un candidato laico dimostri maturità di formazione, il Responsabile del Movimento, d’intesa con l’Assistente spirituale e con il Consiglio, può abbreviare il percorso del candidato per la professione in uno dei tre livelli di appartenenza al Movimento.

Nel caso in cui sia un sacerdote o un religioso/a a chiedere di far parte del Movimento questi, proprio per il suo status canonico, è ammesso subito alla professione di Membro effettivo.

Far parte del Movimento é scelta assolutamente libera e personale, mai imposta né sollecitata; parimenti è riconosciuta a chiunque la facoltà e la libertà di uscirne in qualunque momento e senza alcuna formalità.

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 19 Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Testi del magistero sulla «Professio Fidei»», Città del Vaticano 1998.
 20 Restano ferme le condizioni al punto 5, nota 18.
N.E. 7
Il Segno distintivo del Movimento i Servi Inutili del Buon Pastore è, innanzitutto, la croce di Cristo, il Buon Pastore.

La croce è il vessillo della Santa Chiesa alla quale con fedeltà appartengono i SI.

Pertanto, la croce di Cristo è e sarà sempre l’emblema del Movimento.

Sulla croce si innesta l’acronimo del nome del Movimento: SI. In questa breve e semplice espressione è compendiata e riassunta tutta la spiritualità del Movimento, che nello Spirito Santo è chiamato a pronunciare un:

obbediente a Cristo, Verbo di Dio e, quindi, alla sua parola;

obbediente alla Chiesa Cattolica, espresso nel nostro motto in latino: «Per Ecclesiam, cum Ecclesia et in Ecclesia tua, Domine Jesu» («Per la tua Chiesa, con la tua Chiesa e nella tua Chiesa, Signore Gesù»).

Di conseguenza:

obbediente al Papa, successore dell’apostolo Pietro e supremo pastore della Chiesa universale e al suo magistero;

obbediente ai Vescovi - in particolare al proprio vescovo diocesano – quali successori degli Apostoli e pastori della Chiesa in comunione con il Sommo Pontefice e al loro magistero;

# il SI ci richiama costantemente al di Maria, Vergine e Madre, e al suo abbandono confidente alla SS.ma volontà di Dio, alla quale ciascun aderente al Movimento dei SI è invitato; come insegna il profeta Isaia: «Poiché dice il Signore Dio, il Santo di Israele: "Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza"» (Is 30, 15).

Anche i colori che sono stati scelti hanno un loro richiamo spirituale:

grigio–cenere/marrone è il colore della croce che ci ricorda la povertà.
Nel nostro caso la povertà in spirito che deve possedere il servo di Cristo 21;

rosso è il colore che nella liturgia rappresenta lo Spirito Santo, il Sangue di Cristo e la sua Passione e il sangue versato dai martiri per amore e fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa 22;

bianco è il colore della Vergine Maria e ricorda la purezza del suo spirito e la sua immacolata concezione.

Infine, la forma del Segno è ovale per richiamare sempre la Vergine Maria, in particolare la Medaglia miracolosa dell’Immacolata fatta coniare da santa Caterina Labourè dopo le apparizioni di Rue du Bac a Parigi nel 1830, dalle quali ebbero inizio le grandi apparizioni mariane dell’epoca moderna.

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 21 Cf Mt 5, 3.
 22 Rosso era, anticamente, anche il fondo del gonfalone di Santa Romana Chiesa, simbolo di quella «sovranità spirituale» che si incarna nello spirito del servizio evangelico: «Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: "I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti» (Mt 20, 25-28).
N.E. 8
Circa due ritiri annuali ed eventualmente altri nei luoghi di residenza da concordare con il Responsabile sentito il parere del Consiglio e dell’Assistente Spirituale.

A tale riguardo non vi è alcun impegno di presenza per i Simpatizzanti SI, mentre per coloro che sono Aspiranti SI, Aderenti SI e Membri effettivi SI è chiesto, compatibilmente con reali situazioni di vita, l’impegno della presenza.

Gli incontri, pur occupando pochi giorni l’anno, sono comunque importanti e necessari per una sempre maggiore formazione cattolica e per favorire la conoscenza fraterna tra gli appartenenti al Movimento.
Inoltre è viva nei Servi Inutili la consapevolezza che è fondamentale donare al Signore disponibilità e impegno, secondo l’antico motto di san Benedetto da Norcia: «Nihil amori Christi praeponere» (Nulla anteporre all’amore di Cristo).